Ci sono momenti e momenti

Per ogni cosa c’è un tempo fissato da Dio: chiediamo a Dio di darci sapienza per fare la cosa giusta al momento giusto.

(Ecclesiaste 3:1-8)
Per ogni cosa c’è la sua stagione, c’è un tempo per ogni situazione sotto il cielo: un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare ciò che è piantato, un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire, un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per far cordoglio e un tempo per danzare, un tempo per gettare via pietre e un tempo per raccogliere pietre, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci, un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per conservare e un tempo per buttare via, un tempo per strappare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare, un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

 

Luigi Amico

Crescere in sapienza, statura e grazia

In Luca 2:52 è scritto “E Gesú cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini”.

GESU’, figlio di DIO, con tutta la sapienza e la conoscenza che in sè risiede, è costretto a RICOMINCIARE, si umilia, si fa “piccolo” e ricomincia, LUI che PUÒ e SA tutto, si sottomette agli uomini, ne accetta le regole e le autorità. Egli accetta con MANSUETUDINE il “rimprovero dei genitori” anche se dirà che il compito SUO sarà quello di “occuparmi delle cose del Padre mio”.

Crescere in statura davanti agli uomini significa non solo crescere biologicamente ma anche stare ritti, senza paura e senza vergogna sapendo di avere Dio al proprio fianco. Crescere in statura davanti a Dio significa fare quella crescita spirituale o percorso di santificazione che tende alla perfezione di Cristo.

Crescere in sapienza davanti agli uomini non significa mostrare di essere dotti o intellettuali, ma al contrario,   imparare a discernere chi si ha davanti e lasciarsi guidare dallo Spirito Santo nei comportamenti e nel parlare. Crescere in sapienza davanti a Dio significa da un lato conoscere Dio attraverso la Sua Parola, conoscerne la volontà e le cose che a Lui piacciono, ma anche “temere il Signore” (vedi Giobbe 28:28, temere il Signore è il principio della sapienza), averne rispetto, obbedire ai Suoi comandamenti e ai Suoi insegnamenti.

Crescere in grazia davanti agli uomini significa tenere quel comportamento sano, composto, mite, dolce e mansueto che rende testimonianza della nostra nuova vita in Gesù Cristo. Crescere in Grazia davanti a Dio significa percorrere quella via stretta e angusta che porta al Regno di Dio, perseverare in quella santa condotta di vita che ci permetterà di passare per la porta stretta e arrivare a vivere per sempre in presenza della gloria dell’ETERNO.

Luigi Amico

Separate la Luce dalle tenebre

In Genesi  1:3-4 leggiamo “Poi DIO disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. E DIO vide che la luce era buona; e DIO separò la luce dalle tenebre.” ed al verso 18 “…e separare la luce dalle tenebre ” 

Dal punto di vista scientifico, sappiamo che senza sole e luce non ci sarebbe vita. Nel parallelismo spirituale, SENZA luce NON esiste la vita.

Dio prima di creare la vita ha detto “E sia la luce”: la luce è la prima cosa, la luce è simbolo della vita (dare alla luce) e della verità (fare luce, chiarezza, vediamo come stanno le cose realmente – luca 8:17 “Poiché non vi è nulla di nascosto che non sarà manifestato, né di segreto che non debba essere conosciuto e portato alla luce.”). Dove c’è Dio c’è luce, anzi, Dio è luce:

  • 1giov 1:5 “Or questo è il messaggio che abbiamo udito da lui, e che vi annunziamo: Dio è luce e in lui non vi è tenebra alcuna”.
  • La nuova gerusalemme è illuminata dalla gloria di dio, (ap 22:5 “qui non ci sarà più notte alcuna e non avranno bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà, ed essi regneranno nei secoli dei secoli.”)
  • Sal 27:1 “L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò?”

In prov 6:23 “Poiché il comandamento è una lampada, l’insegnamento una luce, e le correzioni dell’ammaestramento sono la via della vita”, cioè non solo Dio è luce ma anche i suoi comandamenti sono luce e per essere io stesso luce devo seguirli, per essere figlio della luce (giov 12:36 “Mentre avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce».”).

 

Ma non solo: ho bisogno di AMORE, non solo per DIO, ma anche per gli altri, come espresso in 1 giov 2:9 “Chi dice di essere nella luce e odia il proprio fratello, è ancora nelle tenebre.”

Separare le tenebre dalla luce, lo dice due volte per evidenziarne la separazione netta.

In 2cor 6:14 “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo diverso, perché quale relazione c’è tra la giustizia e l’iniquità? E quale comunione c’è tra la luce e le tenebre?”

A volte, nella nostra vita anche spirituale, noi cerchiamo compromessi, cerchiamo di conciliare ciò che è la volontà di Dio, ma anche ciò che ci può far compiacere agli uomini (“questa domenica facciamo la gita e non vado al culto”, “oggi vado allo stadio, poi in settimana vado in chiesa”, “stasera non posso venire per la serata di preghiera, perchè ho amici a cena”, ecc.). Si pensa che se Dio è spesso al primo posto (MA NON SEMPRE) possa andare bene lo stesso: ma non va bene, se siamo mezzi tenebre e mezzi luce come facciamo a essere la luce del mondo? Chi illuminiamo se la luce è debole?

 A Dio dobbiamo dare tutto, non basta il 70%, e neanche il 90%: DIO VUOLE E MERITA il nostro 100%.

Cosa fare in pratica? Leggete Efesini 5:16-26 per la risposta.

In conclusione, già nei primi versi dell’Antico Testamento troviamo scritto: Cerchiamo la luce, ovvero Dio (attraverso Gesù) e separiamoci nettamente e definitivamente dalle tenebre, che conducono al peccato e alla morte.

Luigi Amico

Il Cristiano deve lavorare?

In 1 corinzi 9:11 è scritto Se abbiamo seminato fra voi le cose spirituali, è forse gran cosa se mietiamo i vostri beni materiali?”

Vivere dell’Evangelo, ovvero senza lavorare, ma svolgendo un servizio per la Chiesa è un diritto del Cristiano. Deve essere una vita vissuta in difesa della Verità e della diffusione dell’Evangelo, ma non deve trasformarsi nel tentativo di vivere pigramente, sulle spalle degli altri fratelli, tanto che Paolo, per dare un insegnamento ai disordinati, rinuncia a tale diritto e scrive:

Ora, fratelli, vi ordiniamo nel nome del Signor nostro Gesù Cristo, che vi ritiriate da ogni fratello che cammina disordinatamente e non secondo l’insegnamento che avete ricevuto da noi. Voi stessi infatti sapete in qual modo dovete imitarci, perché non ci siamo comportati disordinatamente fra di voi, e non abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e travaglio giorno e notte, per non essere di peso ad alcuno di voi. Non già che non ne avessimo il diritto, ma per darvi noi stessi un esempio affinché ci imitaste. Infatti, anche quando eravamo tra di voi, vi ordinavamo questo: se qualcuno non vuol lavorare neppure mangi. (2Tess 3:6-10)

E non le manda a dire nemmeno ai falsi apostoli!

Ho forse io commesso peccato abbassando me stesso affinché voi foste innalzati, per il fatto che vi ho annunziato l’evangelo di Dio gratuitamente?  Io ho spogliato altre chiese, ricevendo uno stipendio da loro per servire voi.  Inoltre, quando ero tra di voi e mi trovavo nel bisogno, non sono stato di aggravio ad alcuno, perché supplirono al mio bisogno i fratelli che vennero dalla Macedonia, e in ogni cosa mi sono guardato dall’esservi di aggravio, e anche per l’avvenire me ne guarderò. Come la verità di Cristo è in me, questo vanto nei miei confronti non sarà messo a tacere nelle contrade dell’Acaia. Perché? Forse perché non vi amo? Dio lo sa. Anzi ciò che io faccio lo farò ancora, per troncare ogni pretesto a quelli che desiderano un pretesto, per essere trovati simili a noi in ciò di cui si gloriano. Tali falsi apostoli infatti sono degli operai fraudolenti, che si trasformano in apostoli di Cristo. (2Corinzi 11:7-13)

Luigi Amico

Imitate l’apostolo Paolo : Fuggite l’idolatria

È scritto che il re d’Israele Joachaz, figliuolo di Jehu, ‘imitò i peccati coi quali Geroboamo, figliuolo di Nebat, aveva fatto peccare Israele.’ (cfr. 2Re 13:2) E sapete in che cosa consistevano questi peccati? Consistevano nei vitelli d’oro ch’erano a Bethel e a Dan, che Geroboamo aveva fatto fare (cfr. 1Re 12:25-32). Quindi Joachaz, proprio come fece suo padre, e come fecero tutti i re d’Israele prima e dopo di lui, fece ciò che è male agli occhi dell’Eterno, provocando così ad ira Iddio. E voi invece, chi volete imitare? Geroboamo, figliuolo di Nebat, che stabilì l’idolatria in Israele o l’apostolo Paolo che disse ai santi : ‘Perciò, cari miei, fuggite l’idolatria.’ (1Corinzi 10:14)? Imitate l’apostolo Paolo (cfr. 1Corinzi 4:16; 11:1; Filippesi 3:17). Fuggite l’idolatria.

Salvatore Larizza