Torniamo a essere l’Immagine di Dio

In Genesi 1:26 si dice “Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza”. Questa immagine però non è fisica, ma spirituale, visto che, come descritto in seguito, si deve cercare di “ristabilire” attraverso la “nuova nascita spirituale”.

In 2 Corinzi 4:3 e Colossesi 1: 15, si dice chiaramente che Cristo è l’immagine di Dio, ed a questa immagine dobbiamo tendere.

Paolo, in Romani 8:29-30, scrive “Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati.” Se siamo predestinati ad essere, vuol dire che non lo siamo (più) e dobbiamo diventarlo.

Si diventa “Immagine di Dio” attraverso il processo della SANTIFICAZIONE, come evidenziato nei seguenti versetti:

  • Colossesi 3:10 “e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato.”
  • Colossesi 1:21-22 “E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, …”
  • 1 Giovanni 3:2-3 “Diletti, ora siam figliuoli di Dio, e non è ancora reso manifesto quel che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è.  E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’esso è puro.”

E se perseveriamo nella FEDE, non solo torneremo ad essere l’immagine di Dio, ma verremo con Lui glorificati! (“Or il Signore è lo Spirito, e dov’è lo Spirito del Signore, vi è libertà. E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore.” – 2 Corinzi 3:17-18)

Luigi Amico

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Amministrate la GIUSTIZIA, amate la CLEMENZA

 Dobbiamo vivere secondo la giustizia di Dio, imparando non soltanto ad ubbidire, ma anche ad amare i Suoi comandamenti, facendo le cose con il desiderio di farle, secondo che è scritto:  “…e che altro richiede da te l’Eterno, se non praticare la giustizia, amare la clemenza …” (Michea 6:8), “Cosí dice l’Eterno degli eserciti: Amministrate fedelmente la giustizia e mostrate ognuno verso suo fratello bontà e compassione. Non opprimete la vedova e l’orfano, lo straniero e il povero, e nessuno macchini nel suo cuore del male contro il proprio fratello.” (Zaccaria 7:9-10)

Luigi Amico

Esaltiamo il nostro DIO

Nella Parola di Dio ci sono due grandi re che pur non facendo parte del popolo di Dio, pur non frequentando comunità, studi biblici, incontri, ecc, hanno realizzato le più grandi verità che ciascun credente dovrebbe prima realizzare, e poi mettere in pratica.

Ora, io Nebukadnetsar lodo, esalto e glorifico il Re del cielo, perché tutte le sue opere sono verità e le sue vie giustizia; egli ha il potere di umiliare quelli che camminano superbamente». (Daniele 4:37)

Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: «La vostra pace sia grande!  Io decreto che in tutto il dominio del mio regno si tremi e si tema davanti al Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che sussiste in eterno. Il suo regno non sarà mai distrutto e il suo dominio non avrà mai fine.  Egli libera, salva, e opera segni e prodigi in cielo e sulla terra; è lui che ha liberato Daniele dal potere dei leoni». (Daniele 6:25-27)

Che ciascuno di noi possa TEMERE e TREMARE davanti al nostro DIO, che possa credere che lui LIBERA, SALVA e OPERA POTENTI PRODIGI, e soprattutto che noi si impari ad ESALTARLO, considerandolo l’unica nostra speranza di vita eterna.

Luigi Amico

La Giustizia di Dio trionferà

«Ecco il mio servo che io ho scelto; l’amato mio in cui l’anima mia si è compiaciuta. Io metterò il mio Spirito su di lui, ed egli annunzierà la giustizia alle genti. Egli non disputerà e non griderà e nessuno udirà la sua voce per le piazze. Egli non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia. E le genti spereranno nel suo nome». (Matteo 12:18-21). Gesù Cristo è stato mandato affinché le genti sperassero in Lui e avessero accesso alla vita eterna: è arrivato mansueto e umile, per curare le pecore, ha pagato il prezzo del riscatto e tornerà con grande gloria, come il Re dei Re, per fare trionfare la Giustizia di Dio.

Luigi Amico

Copriamo il peccato con l’amore

Pietro, nella sua prima epistola scrive Or la fine di tutte le cose è vicina; siate dunque sobri (temperati) e vigilanti per dedicarvi alle preghiere, avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché «l’amore coprirà una moltitudine di peccati».” (cap 4:7-8). Siamo chiamati ad essere in pieno controllo di noi stessi, a vigilare sia sul nostro operato che su quello altrui (come è scritto in Giacomo al capitolo 5:19-20 “Fratelli, se uno di voi si svia dalla verità e qualcuno lo converte sappia costui che chi allontana un peccatore dall’errore della sua via, salverà un’anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati… e soprattutto siamo chiamati ad amare e perdonare (perché ciò consentirà a noi stessi ed ai nostri fratelli ed al nostro prossimo di non cadere nel peccato).

Se pretendiamo che Dio si dimentichi dei nostri errori e delle nostre colpe, allo stesso modo dobbiamo cancellare i torti, i rancori, il male che gli altri ci hanno fatto (cfr. Matteo 18:23-35).

Luigi Amico

Cosa scegli?

Dio ci mette sempre davanti al bivio: “Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché possa vivere, tu e i tuoi discendenti, e possa amare l’Eterno, il tuo DIO, ubbidire alla sua voce e tenerti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e la lunghezza dei tuoi giorni, affinché tu possa abitare nel paese che l’Eterno giurò di dare ai tuoi padri, ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe».” (Deuteronomio 30:19-20), noi cosa scegliamo?

Luigi Amico